Alla ricerca dei Calvari

Montesano Salentino , Lecce IT – Calvario con forma ad edicola absidata

Nell'arco di un secolo tra metà Ottocento e metà Novecento in tutta la Puglia si diffuse la consuetudine di costruire delle edicole in cui venivano rappresentati i momenti più importanti della passione di Cristo, una forma di consacrazione dei luoghi e di ricerca della protezione da parte della divinità.
La particolarità del fenomeno è che si manifestò lungo l'arco di tempo da fine Settecento a metà Novecento ed è questo lasso di tempo preciso che crea delle difficoltà interpretative oltre al fatto che non ci sono spiegazioni legate ad un particolare contesto territoriale, poiché Calvari furono realizzati in tutta Italia, dal Piemonte alla Toscana, dal Trentino alla Sicilia ed anche in altre paesi cattolici come la Bretagna e la Slovacchia.
In primo luogo non si può identificare la loro presenza con la continuazione della tradizione pagana del compitum, costruzioni cultuali di età romana posti agli incroci dei vici, che già nel V secolo, per effetto delle disposizioni di Teodosio non venivano più eretti, né hanno legami con la spiritualità dell'anno Mille ed ancora sono ben lontane dall'essere un'affermazione del credo cattolico nei confronti di un'avanzante contestazione protestante.

Calvario di Brindisi, oggi e nel 1904 – Brindisi IT

I calvari propriamente erano delle rappresentazioni della passione di Cristo in genere affreschi o tele poste lungo le pareti delle chiese, ma potevano anche essere delle edicole poste lungo un itinerario all'aperto. La loro costruzione venne probabilmente sollecitata dalle scelte pedagogiche dei cappellani o sacerdoti officianti che, soprattutto nel Salento, seguendo le direttive della Diocesi inducevano i fedeli a rapportarsi nel loro quotidiano con gli esempi del Cristo. Allora niente era di più immediata comprensione che trovare lungo le strade che venivano percorse regolarmente, scene che richiamavano all'esempio di vita vissuta da Cristo che negli episodi della Passione, rappresentati nelle stationes, raggiungeva la massima espressione.

Calvario di Brindisi

Una delle costruzioni dove la volontà delle gerarchie ecclesiastiche trovò espressione diretta è il Calvario di Brindisi, costruito nel 1830 a ridosso dell'Arcidiocesi della città su committenza diretta di Pietro Consiglio arcidiacono di Brindisi dal 1825.

Calvario di Brindisi, tempietto del Cristo Morto e Madonna Addolorata

L'Arcidiacono guidò i parroci del territorio brindisino in un arco di tempo in cui si registrarono prima il vaiolo e poi il colera ed anche un terremoto in terra di Calabria e spesso inviò Circolari ai parroci per l’istruzione cristiana ai popoli e può essere ritenuto l'ispiratore di molti del Calvari che poi furono costruiti nel territorio della Diocesi brindisina.

Manduria, Taranto IT – Calvario del 1835

Il Calvario di Brindisi, che ad inizio Novecento era ancora addossato ad un muro vicinale, ora si presenta in parte inglobato in una costruzione privata. Si può definire un Calvario a forma composita infatti oltre le nicchie in cui sono rappresentate scene della Passione presenta un tempietto in cui ci sono due statue in gesso che rappresentano il Cristo Morto e la Madonna Addolorata.
Non tutti i Calvari sono così decorati, erano infatti i fedeli della comunità si tassavano per pagare i costi della costruzione che esteticamente potevano essere molto diverse.
Le forme potevano essere ad edicola absidata, edicola poligonale, edicola a frontone, ad esedra, a recinto, a tempietto e a portico. Calvari ad edicola absidata si trovano a Botrugno, Cararano, Castiglione d'Otranto, Cutrofiano, Diso (1923), Miggiano, Montesardo, Ruffano, Tiggiano, Tricase, Vignacastrisi. La realizzazione di queste opere popolari era affidata ad artisti conosciuti proprio per la loro esperienza tanto che spesso i Calvari presentano tratti comuni.

Calvario di Montesano

Uno dei calvari più antichi a forma di edicola absidata è quello di Montesano; fu costruito nel 1870 è posto a metà strada tra la Chiesa Matrice dedicata all'Immacolata ed la Chiesa di S. Donato al limite del paese e s'innalza come un presbiterio all'aperto.

Calvario di Manduria

Uno dei più particolari è il Calvario di Manduria che di recente, con un accurato restauro, è stato riportato alle sua luce originaria. E' un Calvario alquanto particolare per il suo eclettismo in cui sono mescolati cocci di ceramica usati come tessere di un mosaico simbolico.

Tuglie

Realizzato nella prima metà dell'ottocento da Giuseppe Renato Greco un artigiano di Francavilla Fontana per il quale rappresentò quasi una ragione di vita perché non solo lo costruì in ogni sua parte ma continuò ad occuparsi della manutenzione fino alla fine della vita.

Calvario di Ostuni

Una menzione merita il Calvario di Ostuni che insieme alle 65 edicole votive censite nel suo territorio testimonia l'importanza sociale che nei secoli scorsi ha avuto la cultura religiosa e come queste rappresentazioni sacre,ispiratrici di ricompense divine, fossero dei contrappesi alle fatiche della vita quotidiana della parte più povera della popolazione. Ed infatti i due terzi delle edicole di Ostuni si trova nei quartieri popolari della città, Terra e Borgo Grande, mentre lu Calvarije, un vero e proprio monumento, si trova a Piazza Curtatone e Montanara nel punto di cesura tra Ostuni Vecchia ed i quartieri moderni anche se non è sempre stato quello il suo posto.

Cappella del calvario del Monte Grappa

Calvario di Tuglie

Uno dei più recenti è il Calvario di Tuglie, paese situato nell'entroterra ionico del territorio salentino ed ha anche una storia diversa e più attuale infatti venne costruito come luogo della memoria dei giovani di Tuglie che avevano combattuto ed erano morti nella I Guerra Mondiale sul Monte Grappa.
Furono tre reduci di quella battaglia che per sciogliere un voto fatto alla Madonnina del Monte Grappa quando tornarono a casa coinvolsero gli abitanti nella costruzione di una cappella che diventerà il sacrario di tutti i morti per cause di guerra dei Tuglie.
Il Calvario fu costruito sull'altura nei pressi del paese da cui si domina la piana salentina e che venne rinominata Montegrappa proprio per la presenza della cappella dove era custodita la statua della Madonnina del Monte Grappa a cui era dedicata. Per salire i 150 metri che portano alla chiesetta posta in cima fu costruita una scalinata lungo la quale sono state poste le piccole edicole che rappresentano le stazioni della Via Crucis. All'interno oggi c'è una statua della Madonnina realizzata dai Maestri di Ortisei e i medaglioni in ceramica di tutti i caduti in guerra di Tuglie.

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